sabato 16 luglio 2011

Radio Danubio


Radio Danubio

Ben tornati affezionati fedeli a tutte le radio del mondo, il nuovo programma che potete seguire (quando lo decido io) si chiama Radio Danubio.

Il problema a sto giro era dare un nome sensato alla radio, dato che siamo a Nitra in Slovakkia e non c’è asolutamente nulla di tipico. I glouaches? No. E’ ungherese. I wrustel? No. I crucchi li fanno meglio. La birra? Si, buona ma non tipica. Un qualche ballo? La versione slovakka del ballo del mattone forse? Nemmeno, è apprezzato ma poco diffuso.
Insomma, l’unca cosa tipica qua è il Danubio (che non è blu, il “bel danubio blu” è una ciozza pazzesca, il danubio e verde e marrone esattamente come il Po!!!).
Ecco dunque Radio Danubio che vi racconta delle vicende che avvengono in quel dei campionati europei di classe club, PW5, standard e 20m.Oggi è stato il primo giorno di prova ufficiale ed il team italiano è al completo. Ma ne sono successe di cose nei giorni scorsi...
Intanto siamo arrivati, io, Nico ed il Nano, e ci siamo installati nel campeggio che è ampiamente ombreggiato da un unico grande albero il quale, durante le ore del giorno, copre con la sua fresca ombra tutte le roulotte e le tende. Allego foto con unità di misura incorporata (il nano) per rendere meglio l’idea.Appena arrivati noi è arrivato anche il vento, ci ha messo solo una mezz’oretta di più perchè ha sbagliato strada, ma è arrivato... (per stefano: “pevchè sicuvamente avviva...”)
Una volta entrati in campeggio e scelto il posto all’ombra abbiamo parcheggiato il camper, posizionato il nano e gonfiato la piscina che è stata saggiamete messa in pendenza sull’unica collinozza nel raggio di 3 km. Ma il posto lo ha scelto Nico, e senza la livella non si piuò mica pretendere chissà chè da un ingegnere no? Il risultato è che la piscina è tutta intorta e rischia il collasso ogni minuto di più. L’Alfio, che è persona saggia, ha ritenuto infatti più opportuno picchettare la sua tenda a monte della piscina, anche se più lontano da noi, temendo un secondo Vajont. Comunque da quando abbiamo riempito la piscina ha smesso di fare caldo.
L’altro ieri Nico ha voluto assiurarsi che anche gli altri aeroporti della Slovakkia fossero atterrabili (causa temporale in arrivo) e così si è piazzato in terra in un posto dal nome impronunciabile. Ergo lo siamo andati a ripescare con la macchina, mentre tornavamo abbiamo sentito un rumore sinistro. Ma che sarà mai? Ci fermiamo e controlliamo il carrello. Pare tutto a posto. Continiuamo per gli altri 50km che ci separano da Nitra. Poi ieri era brutto e quindi siamo andati a vedere Bratislava. Nico parcheggia e io faccio il giro della macchina per aprile il baule e.... Nico?? Cosa *azz* ci hanno infilato nella macchina?? Una sbarra di acciaio?? No, aspetta. Non si è infilata, è in uscita. Ma porc*! Ma che è? E come mai il gancio è tutto imbarlato?? Fatto sta che abbiamo capito da dove fosse venuto il rumore sinistro del giorno prima. E oggi ho cavato il parurti della macchina ed ho scoperto che quel genio del meccanico che ha messo su il gancio ha voluto risparmiare 42 centesimi sui 4 dadi che tengono ferma la staffa del gancio mettendone di non autobloccanti. Il risultato è stato che quando ho aperto il paraurti 3 bulloni erano spariti e l’unico pezzo che teneva insieme il tutto era un bullone messo di traverso senza dado. Roba che se ci mollava quello si staccava tutto il parauri posteriore con annesso gancio e carrello con ripieno (aliante) per strada. Non male. Almeno 20.000€ di danni. Ma i 42 centesimi risparmiati! Comunque oggi abbiamo sistemato il tutto con autobloccanti. Sperem.
Poi oggi, tanto per cambiare, è tornata la malediozione della radio su di nico (che in confronto la maledizione di tutankamon gli fa un baffo...) e come al solito nessuno sentiva lui, lui sentiva male gli altri e lo squelc attaccava quando voleva lui a ritmo di polka. Ma il volo dicono sia stato bello. Quindi bene e via!
Domani è un altro giorno e si vedrà.

A poi!

Fine della Gara...

La gara è finita.
Mole è arrivarto e pensava di riposarsi un po’, invece il primo giorno ha imparato ad agganciare il cavo all’aliante (prendi l’anella, mettila nel muso, chudi il pugno quando è in posizione così io cihiudo... no, non li il pugno, devo vederlo... ok, meglio...) a tenre l’ala in decollo (tu corri, quando poi non ci arrivi più in altezza mollala...) e a metà pomeriggio anche a guidare con il carrello per fare recupero (prendile larghe e piano la curve, quando senti un colpo e un urlo fermati, se senti solo il colpo vai di lungo...).
Giona ha aiutato ghignando.
Il giorno seguente Giona è partito (in aereo, non in bici...) e, per essere sicura che Mole avesse capito bene come fare i reuperi ho fatto fuoricampo ancora. Ma anche le altre, tutte, hanno fatto far un ripassino ai rispettivi squadristi.
Poi acqua, vento e ancora acqua. E noi in sauna.
La gara è finita con un giorno di temporali in cui ci hanno sparate per aria con una fascia d’acqua sul primo pilone. Sono stata l’unica a non fare fuoricampo. Ma solo perchè non ci ho nemmeno provato. In mezzo alla pioggia con sotto solo alberi anche no, grazie. E poi a terra c’era un principio di sciopero degli squadristi. Quel bastardo del nano mi ha aizzato contro lo squadrista (con idee del tipo “ma che si arrangi lei se fa fuoricampo, tu che cosa c’entri?” e ancora “vola solo per farti sentire più basso” e robe del genere) così che Mole era quasi tentato dal non venirmi a prendere questa volta. A fine giornata, dopo che ha saputo che erano finite tutte in terra, con un sorrisone mi ha chiesto se aveva capito male lui quando gli avevo detto che la gara consisteva nel fare il tema eritornare più velocemente possibile in aeroporto per vincere. Perchè gli pareva che funzionasse diversamente la cosa, che la prima versione fosse solo per inbrogliare gli squadristi e farli venire promettendo loro ozio e libertà.
Ma daltronde è una vita difficile... cosa vuoi farci?
Fatti su i tampellini siamo tornati a casa.

Qui le uniche che si ringraziano sono le rane per aver fatto in modo che Mole venisse fino in Svezia ad allietare la mia permanenza la.

Saluti a tutti!

martedì 12 luglio 2011

Radio baccalà: l’altra storia.

C’erano una volta due ragazzi, dalle dubbie capacità cognitive, che si dedicavano all’allenamento di rane da corsa. Le gare di corsa delle rane sono un’attività svolta clandestinamente soprettutto nella bassa Ferrara. Praticare la corsa delle rane con rana di proprietà è un hobby molto particolare a cui bisogna dedicare parechio tempo causa l’addestramento dell’animale in quanto, come dice il nome stesso, durante la gara la rana non può saltare ma solo correre. E’ li che si vede la bravura dell’ammaestratore. Un giorno, questi due loschi individui decisero che era giunto il momento di mettere alla prova la loro bravura e portarono le 2 rispettive rane (Gianna e Pamela) alla gara di rane del circondariato. Ma poichè le gare con scommesse sono illegali anche queste gare vennero fatte in assoluto segreto. O per lo meno così si cercò di fare... fatto sta che a metà della gara, con Gianna e Pamela rispettivamente alle posizioni 134 e 135 su 136 nella categoria rane disabili (in cui erano entrate a tradimento fingendosi zoppe e in cui la 136esima era una rana fritta), irruppe la polizia nel covo. Tutti i trafficanti di rane e gli addestratori riuscirono a scappare tranne i nostri 2 eroi che vennero catturati e condannati a pagare per le sofferenze inferte alle bestiole con la stessa moneta.
Avrebbero dunque dovuto percorrere con mezzo di locomozione proprio e ad energia umana 2000km (2300 se si considerano le deviazioni del tutto volontarie...) per un tragitto definito li su due piedi: Ferrara, da cui avrebbero cominciao a soffrire per il caldo e per le zanzare, ad Arboga, sperduto paesino Svedese in cui avrebbero dovuto soffrire per la pioggia ed il freddo oltre che per le zanzare.
In data 10 giugno 2011 sono così partiti i disgraziati che di nome fanno rispettivamente Mole e Giona.
I nostri due eroi dalle dubbie capacità cognitive hanno però dimostrato grande capacità pedalatoria coprendo suddetta distanza in 10 giorni, 4 ore e 6 calzini sporchi.
C’è però da dire che un po’ hanno barato facendosi Rostok Trelleborg in traghetto e non a nuoto, ma gliela facciamo passare perchè tanto in traghetto sono stati puniti. Il dio delle rane infatti ha posizionato un russatore in centro sala riposo in traghetto impedendo così ai 2 di dormire e lasciando loro tempo per meditare sulle proprie colpe.
Arrivati a 50km da Arboga si cominciava già a sentire la loro presenza in campo dato che erano sopra vento: una signora grassa ha avuto un mancameto e i pini hanno abbassato i rami. A 30km 2 tende si sono spicchettate da sole e la signora grassa è svenuta. A 10 km si sentivano addirittura interferenze per radio a causa dell’odore dei 10 giorni di pedalata con cambio limitato. Ma alla fine, tra altaus che si piegavano e statiche che si tappavano volontariamente i nostri 2 sono arrivati nell’aeroporto di Arboga espiando definitivamente le proprie colpe.

domenica 19 giugno 2011

quarta puntata


Eccoi di nuovo in onda signori, non ho scritto per un po’ perchè qui ci sono state giornate toste di gara, non gara e previsioni meteo.

Riassumendo quello che è successo nei primi giorni:
Giorno number one, dopo che la previsione meteo del giorno prima (anzi, LE previsioni meteo del giorno prima) avevano assicurato che non ci sarebbero stat
i cumuli con base tra i 1400 ed i 1600 il bollettino meteo della mattina stessa assicura basi a 1500m. Beh, se è così non ci si lamenta no? E invece si che ci si lamenta perchè ci sparano per aria alle 11.15 con le basi a 700m. Perfetto. TUTTA la club (perchè tanto noi siamo leggeri....) e via che si parte appena le basi arrivano a 900, perchè più su non vanno. Assicuro a tutti che volare con 30km di vento (perchè c’era anche vento...), basi 900m e uno sperverso di alberi sotto non è una meraviglia in ogni caso, solo che in più c’erano anche scrosci d’acqua in giro... che bellezza...Il volo è stato uno schifo, ma il meglio è stato l’atterraggio. Per fortua decido di atterrare in erba e non in asfalto. Tocco terra, rullo per 30 metri. Sgnaaaaaaackkk! Sento l’aliante che inchioda, talmente tanto che nonostante la cloches fosse tutta indietro la pancia davanti tocca l’erba, poi si ferma e e... tong, la pancia si ri alza e la coda sbatte in terra. Che cavolo è successo?? Beh, non importa, al momento ho l’aliante fermo perfettamente al centro della pista nel bel mezzo degli arrivi. Scendo pre spingere, fermo. Arriva Nico, spingiamo in due, inchiodato. Mah, si sarà rotta la molla che tiene chiuse le ganasce dei freni?? Somma, finalemte in 4 riusciamo a spingere l’aliante fuori, troviamo qualcosa per alzarlo e ci mettiamo a smontare la ruota.

Togliamo il perno centrale e tlang! Il mozzo fa un rumore strano e sputa fuoeri 2 bulloni, senza che nessuno li abbia svitati. Poi guardiamo meglio, non erano 2 bulloni ma 2 mezzi bulloni con i relativi dadi (Star, il brodo di verdure come lo fa la mamma). Meraviglia. In pretica il mozzo si era sbriciolato, polverizzato, sublimato e i bulloni dentro tranciati a metà. Beeeeeeeene.... Beh, potrebbe esser peggio, potrebbe piovere. Incomincia a piovere. Disperati andiamo dai crucchi, che hanno tutto di ricambio per tutti gli alianti. Però krukki afere solo pracci del karrello ti rikampio, e kamere t’aria, e kanasce freni, e cloches, e altaus, e kafo freno, e kuler, e fusoliera, e ala destra ti libbelle, e piano ti kota di ka6, e ci tispiace tnto ma keine ruota ti ricampio. Ok, capito, molto gentili comunque. Insomma, morale della favola un tipo che vola qua con ls1-f ha detto che potevamo prendere la sua ruota fino a che non ci arrivava quella nuova.Io a questo gli devo fare un monumento.

Giorno nuber two: la meteo non mi ricordo nemmeno cosa dicesse, tantooramai chi l’ascolta più? La club viene di nuovo sparata su con sgancio in base cumulo a 700m. Cielo totalmente coperto, e qui parte il ravanamento pre decollo. Due ore a termicare tra i 400 ed i 700, un casino di alianti tutti assieme. Siamo partite tutte assieme ed arrivate tutte assieme che più branco non si poteva. Però al briefing siamo riusciti a fare la foto al meteoman che, per comodità, affianco a quella del nano. Ora trovate le 10 differenze...

Il giorno dopo piove, e piove, e piove. Così andiamo a farci un giro ad Orebro.

Ma veniamo a ieri! Intanto devo dire che sono moooolto orgogliosa perchè tutti in pista si fermano a fotografare il gelcoat dell’LS1 con aria stupita ed un misto di rispetto e timore, nessuno lo tocca.
La ragazza danese che vola sul BC mi ha detto che devo cancellare la f dalla scritta in fusolira e farlo diventare un LS1-s e s sta per Shark skin. Lei infatti ha capito che le faglie che ci sono nel gelcoat non sono dovute all’usura ed al tempo ma sono il risultato di un lavoro di cutter meticoloso a seguito di un attentissimo studio di fluidodinamica comparata. Gli squali infatti hanno la pelle ruvida e questa rugosità gli permette in qualche modo di avere meno attrito con l’acuqa. Lo stesso per l’aliante, tutto calcolato! Quidi da ora in poi lo chiameremo LS1-s.
Che altro dire, la giornata poi è andata benone, a parte che hanno cannato di nuovo le previsioni e ci hanno mandato su alle 12.45 con il task C (sissignori, ci hanno ripensato ben 3 volte!) anche se alle 11 le basi erano già a 1000m. Temino di 150km. I cumuli sono rimasti fino alle 8 di sera. Ma non importa perchè per oggi avevano mezzo annunciato un no task, così si siamo dati alla vita di Arboga by night. L’unico locale della ridente cittadina, che peraltro smercia mojito in bicchiere piccolo alla modica cifra di 9 neuri, voleva essere un luogo pretenzioso e mezzo discoteca ma era un pacco, dopo 45 minuti siamo uscit! (E abbiamo scoperto che per entrare dopo le 23 biognava anche mollaergli altri 9 neuri. Ma siamo fuori???) Per fortuna nel parchetto in front of era stato allestito un palco dove di ballava musica del calibro di vamos ala plaja e i like the way you move... che sballo signori. In più abbiamo scoperto che quando distribuivano il buon gusto gli svedesi probabilmente erano impegnati a sbadilare la neve dal vialetto di casa e quindi c’erano delle balenottere con minigonna super corta (o forse era solo la cintura??) e canottierina che sfidavano i ghiacci (in fondo c’erano 13°C...) ballando infoiatissime. In più probabilmente la popolazione svedese ha avuto degli screzi nelle ere passate con la corporazione dei parrucchieri. Ne sono scaturiti tagli e colori di capelli da paura. Ma veramente da spavento. Roba che a dar le forbici in mano ad un ingegnere è capace di tirar fuori qualcosa di più plausibile!
Ma roba da matti. Naturalmente i 2 infoiatissimi, di cui non facciamo i nomi, non se ne sono portate in tenda tantissime di topolone...

E oggi siamo qua... in camper, sotto l’acqua e non ci si riesce a muovere perchè ieri abbiamo fatto la lavatrice perchè avevamo finito le mutande pulite, e quindi la roba che era a stendere fuori ora è a stendere dentro in camper, appesa ad altezza testa.

martedì 14 giugno 2011

Ri buon giorno fedeli amici ascoltatori. È da ben 3 giorni che la radio non va in onda e nel frattempo ne sono successe di cose!
-Il Nano innanzitutto sta benone, lo abbiamo messo di controllo alla radio, è molto bravo.
-Nico è arrivato e, da bravo inge, è da 3 giorni al lavoro per apportare migliorie al camper. In questo preciso momento è alle prese con il tavolino estraibile che ha una vite di blocco troppo lunga e quindi scomoda per i commensali. Non so chi dei 2 stia vincendo, io sono uscita dal caper con discrezione lasciando il campo libero. Ora si odono orribili rumori meccanici. La lotta sarà dura.
-Ste e Matteo si sono dati ad una ricerca spasmodica tendente al patologico della gnocca svedese.
- I branchi di gnocca svedese stanno invece migrando verso nord, insieme agli alci ed ai caribù. Durante la migrazione estiva i branchi di gnocca svedese marciano a ritmo serrato verso nord, per non farsi sorprendere dai temibili 25°C con sole e, per fare ciò si lasciano alle spalle gli esemplari più debolucci e bruttini, i così detti “rozzi”. Il risultato è che per ora nelle tende di Ste e di Matteo non c’è stato proprio un gran viavai. Dico tende perchè loro, pensando in un arrivo ritardato dell’estate, hanno ritenuto opportuno portarsi 2 alloggi separati e distinti che permettessero ad entrambi lo studio della specie “gnoccus swedium” contemporaneamente.
-Il metereologo, che chiaramente è babbo natale, se riesco vi manderò una foto, è accompagnato nelle sue previsioni da una metereologa, che hiaramente non ne ha un’idea. Il risultato è che il primo giorno di prova dovevano esserci basi cumulo “da 900 a 1800m”. Non male come margine d’errore... effettivamente c’hanno preso, le basi sono rimaste sempre a 900m, solo che in più si sono alzati 35km/h di vento. Il primo lato del percorso naturalmente era controvento. Non finiva mai. Salita in termica, planata: toh,un lago... Ri salita e ri planata: un altro lago, ma va te, somiglia a quello di prima. Altra salita e altra planata: ma sembrano veramente tutti uguali sti laghi i Svezia. Poi guardo l’lx (il computerino di bordo) e mi accorgo di essere a 18km dal pilone (punto da raggiungere)... esattamente come 30 minuti proima. Meraviglioso. Qui entra poi in campo l’esperienza del pilota. Quelle saggie e navigate (non nel senso di donne navigate eh, dico navigate nel senso di volo...) hanno pensato “beh, oggi è giorno di prova, che cavolo vado a rischiare di far fuoricampo con una meteo così??”. Quelle sceme invece hanno pensato “...” o meglio non hanno pensato e sono andate avanti. E hanno fatto fuoricampo anche perchè, c’è da dire che le termiche che da previsione dovevano esserci fino alle 18-19, sono finite alle 16... ma si! Dettagli del tutto irrilevanti.
Il giorno dopo i meteo hanno previsto base cumuni a 1600. Non si è mai saliti sopra i 1200m e fino a 44 all’ora di vento. Un bell’andare insomma.
Ma il meglio sono le meteo per domani, primo giorno di gara, ci sono 2 opzioni: o basi cumulo da 1000 a 1200 oppure, opzione 2, da 1600m a 1800. Ma almeno abbiamo la certezza che non saranno tra i 1200 ed i 1600 no?? Eh!
-Le russe in campeggio girano con una vita alta da far spavento.
-Le ceche continuano a sbattere contro a tutto.

Che altro c’è da raccontare?? Due giorni fa io, Ste e Matteo siamo andati in riva ad un laghetto che c’è qui vicino all’aeroporto pensando di poter fare un bagno, guardo in basso e cosa vedo?? 3 bei biscioni lunghi un metro (l’uno, non uno dietro l’altro) a 2 metri da me a prendere il sole, con il loro bravo ombrellone ed il telo da spiaggia. Vedendo quindo che la discesa all’acqua era occupata abbiamo deciso di rimandare il bagno a data da definirsi.

Beh, insomma, aspettiamo trepidanti l’indomani, primo giorno di gara, sperando nella previsione meteo numero 2. Ora vado a portare il Nano a fare un giro e a vedere se incontra un paio di nane svedesi dalla coscia lunga. Saluti a tuuuuttiiiiii!

sabato 11 giugno 2011

Radio baccalà, puntata seconda: laviamoci.

Eccoci in capeggio, finalmente si prende confidenza. Il biroccio viene sganciato al suo posto, il tanfanario viene parcheggiato e collegato alla corrente ed il nano posizionato. È mezzanotte e c’è ancora chiarore fuori. Decido che è giunto il momento di una doccia. Il rapporto con le mie ascelle sta diventando impegnativo, è vero che durante il viaggio mi hanno tenuta sveglia perchè appena la testa cominciava a cionolare per il sonno e si abbassava pe un attimo mi risvegliavo di botto con un “OMMIODDIO, che è???”. Beh, insomma, dovevo fare qualcosa... e così o deciso di lavarmi. Bell’idea. Allora, la doccia funziona così: monorubinetto che regola solo l’aperto-chiuso. Le doccie sono 4, 2 collegate ad una caldaia direttamente e 2 all’altra. Il punto è che per regolare la temperatura di ciascuna doccia ci vuole un dj che stia alla manopola della caldaia e la regoli a seconda dell’apertura-chiusura delle 2 doccie collegate assieme e della relativa temperatura segnata dagli urli delle gentildonzelle che si stanno lavando. L’abilità del dj sta nel saper distinguere gli urli da caldo da quelli da freddo e capire da quale delle 4 doccie provengano, se dalle 2 di sua competenza o meno.
Piccolo altro dettaglio, l’acqua delle doccie è quella del pozzo, arricchita del sapore ferrugginoso preso su dalle tubature. Pesce+ferro, un pasto completo insomma, solo che alla fine puzzi più che all’inizio.
Non so più se mi laverò per togliermi l’odore da volo di dosso o se volerò per togliermi l’odore di doccia di dosso.

Quando vado a letto all’una comincia ad esserci chiarore verso est. Mi sono già bruciata le ore di buio.


Buona penombra a tutti cari amici di radio Baccalà!

Penombra si, di penombra si parla, non in quanto obra fallica ma bensì a causa del chiarore permanente che quì c’è dalle 23 alle 5.
Ora i più intelligenti di voi (si, è una gara dura...) cominceranno a capir
e... baccalà.... chiarore notturno... ebbene si signori, siamo nella terra degli alci e degli abeti, dei grandi laghi e delle piccole (piccolissime ma incazzatissime) zanzare, nella terra delle supergnocche bionde e delle saune.

Si signori, sono proprio dove immaginate. In Portogallo!

Bene, partiamo dall’incomincio.
Siamo partiti io ed il Nano da ferrara con camper e carrello e ci siamo macinati tutta la strada da soli per arrivare qua (2000km circa più o meno).
Il fatto che nessuno abbia voluto venire con noi per il viaggio è per colpa di Na

no, non mia, perchè oramai è risaputo che è un po’ impegnativo da sopportare per le lunghr percorrenze. Non che non sia educato, per carità, è solo che quando si impunta è un disastro (anche se è piccolo e di conseguenza il braccio di leva limitato). Fatto sta che in Gremania, all’altezza di Monaco ha cominciato a chiedere di fermarsi per la prima birra, va bene gli ho detto, una birra non è certo un problema. Solo che dopo la prima ha cominciato ad insistere per una seconda, e per una terza. E poi vuole fermarsi a far pipì. (Nano è piccolo, ha una capienza di vescica molto limitata quindi il numero di pisciate pro litro di birra è spaventosamente alto). Fatto sta che è stato tutto un fermarci, poi io mi sono arrabbiata e gli ho detto che così il viaggio non poteva andare avanti. 15 soste in 70 km non erano sostenibili per pensare di arrivare ad Arboga prima della fine dei mondiali. Così gli ho detto che se non avesse smesso immediatamente di bere lo avrei lasciato in balia di un camionista tedesco. Lui se l’è presa ed è rimas

to zitto per il resto del viaggio. In fondo non ci ho perso molto. Sempre a parlare di quella donna, e dei suoi stupidi sei amichetti tappi. Poi è di uno scurrile che non ci si sta dietro. Poco fa eravamo in autorill gli è scivolata la zappa che si porta sempre appresso (poi dicono delle donne e delle borsette...) e gli è caduta. Manco si fosse rotto qualcosa. Ne ha sparata una da 15 parole che persino il camionista in coda davanti a noi è arrossito ed una signora di mezza età è uscita dal negozio urlando di chiamare un esorcista.

Ma a parte questo Nano è un bravo compagno di viaggio. Mangia poco e occupa poco spazio. Insomma insieme io e nano decidiamo di tirare il viaggio (è soprattutto lui che spinge per questa opzione), di guidarci il tanfanario (camper) ed il biroccio (carrello) per 15 ore al giorno per arrivare in 2 giorni anzichè 3 ed avere così un giorno in più di prova di volo. Evvai. Infatti siamo arrivati ieri notte, con un giorno di anticipo sulla tabella di marcia. Oggi ha piovuto. Stupido Nano.